Si potrebbe pensare che l'ambizione di uno psicologo sia scrivere libri di psicologia.

In effetti, nell'arco di una vita, qualcuno l'ho scritto. E' probabile, ma non certo, che qualcun altro lo scriverò.

Ma a un certo punto mi sono accorto che la mia ambizione non era più scrivere libri di psicologia.

Era semplicemente scrivere libri.

Libri che potessero arrivare non soltanto ai colleghi o agli addetti ai lavori, ma a chiunque avesse voglia di fermarsi, interrogarsi, magari riconoscersi in una domanda e poi continuare per conto proprio.

Nasce anche da qui Riflessioni instabili. Utili (forse) a chi voglia allenarsi a digerire la vita.

Non è ancora narrativa. E non è più un libro destinato soltanto al mondo della psicologia.

È forse il punto di passaggio tra una lunga storia professionale e una passione che negli ultimi tempi ha preso sempre più spazio: raccontare.

A settembre uscirà Riflessioni instabili.