Alex ha superato i settant'anni quando decide di raccontare la propria storia.
Non lo fa per cercare assoluzioni, né per regolare i conti con il passato. Lo fa perché comprende che alcune esperienze continuano ad agire dentro di noi finché non troviamo il coraggio di guardarle in faccia e chiamarle con il loro nome.
Dall'infanzia segnata dalla povertà, dalla violenza e dagli abusi, fino alla costruzione di una vita adulta fatta di studio, lavoro, affetti, impegno pubblico e responsabilità, Alex ripercorre un'esistenza nella quale il desiderio di vivere convive costantemente con ciò che è rimasto a lungo indicibile.
Attorno a lui si muovono donne e uomini che, ciascuno a modo proprio, contribuiscono a costruirlo o a ferirlo. Alcuni gli offrono riparo, altri alimentano le sue ferite. Quasi nessuno è riducibile a una sola verità.
Più che raccontare un trauma, Il nome delle cose taciute racconta il lungo cammino attraverso cui una persona prova a sottrarsi al potere del silenzio. È un romanzo sul peso delle eredità familiari, sulla vergogna, sul desiderio di essere amati, sulla memoria e sulla possibilità di trasformare ciò che ci è accaduto in qualcosa che non continui a governare la nostra vita.
Al centro della storia rimane una domanda tanto semplice quanto inquietante:
che cosa accade quando troviamo finalmente il nome delle cose che abbiamo taciuto per tutta una vita?
Il nome delle cose taciute intreccia memoria personale e storia collettiva, introspezione psicologica e racconto di formazione, senza indulgere nella confessione né cercare lo scandalo. Segue il percorso di un uomo che scopre come la verità non cancelli il dolore, ma possa renderlo finalmente abitabile.
Il manoscritto, attualmente in fase di revisione e già letto da oltre novantasette lettori beta, sarà verosimilmente pubblicato nel 2027.
Chiunque fosse interessato a riceverne una copia può contattarmi all'indirizzo ciofi@mopi.it.
Condivido abitualmente i miei manoscritti con un gruppo di lettori prima della pubblicazione. I loro commenti, le osservazioni e le critiche costituiscono una parte importante del mio processo di scrittura e mi aiutano ad affinare il testo prima della sua versione definitiva.
Commenti dei lettori beta
Nel complesso i lettori hanno apprezzato la forza della storia, la scorrevolezza della scrittura e il coraggio con cui il romanzo affronta temi raramente raccontati, come l'incesto, la violenza familiare e il lungo percorso necessario per dare un nome ai traumi dell'infanzia. C'è chi ha scritto di averlo «divorato», chi di averlo letto «in due giorni» e chi ha confessato di essersi trovato «con il fiato sospeso fino all'ultima pagina».
Molti lettori hanno sottolineato l'autenticità del protagonista e la capacità del romanzo di coinvolgere emotivamente senza indulgere nel compiacimento del dolore. Una lettrice ha scritto che «tutti noi abbiamo delle cose taciute» e che il libro affronta un tema del quale «c'è un gran bisogno di parlare», mentre un'altra ha definito coraggiosa la scelta di raccontare «un profondo tabù» senza trasformarlo né in una denuncia né in una lezione terapeutica.
Accanto ai molti apprezzamenti sono emerse anche osservazioni critiche, che considero particolarmente utili. Più lettori hanno suggerito di ridurre le spiegazioni psicologiche e le interpretazioni diagnostiche, lasciando che siano soprattutto i fatti e i dialoghi a raccontare i personaggi. Altri avrebbero desiderato uno sviluppo più ampio della seconda parte del romanzo, un maggiore approfondimento di alcuni personaggi e un finale meno brusco. Sono indicazioni che terrò presenti nel lavoro di revisione.